Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > incesto > Veronica Segreti in Famiglia #2
incesto

Veronica Segreti in Famiglia #2


di Membro VIP di Annunci69.it Efabilandia
14.04.2026    |    32.154    |    7 9.7
"Sborra densa che mi riempie l’utero, che straripa intorno al suo cazzo ancora dentro di me..."
Sono passati solo quattro giorni da quando ho preso in bocca il cazzo di papà per la prima volta, e ancora sento il suo sapore salato-dolce sulla lingua quando chiudo gli occhi. È come se quella sborra calda mi avesse marchiata dentro. Silvio, il mio fidanzato timido, è venuto da me questo pomeriggio per studiare insieme. La mia camera profuma di vaniglia e di quel bagnoschiuma alla pesca che uso sempre. Mi sono preparata con cura: una minigonna jeans cortissima, senza mutandine, e una canotta bianca leggera che lascia intravedere i capezzoli già turgidi.
Siamo seduti sul letto, libri aperti, ma io non resisto. Mi sdraio indietro, apro lentamente le gambe e gli mostro la mia fica. Rosa, liscia, già lucida di umori. L’aria fresca della stanza accarezza le mie labbra gonfie. Silvio alza gli occhi, arrossisce violentemente, ma non riesce a distogliere lo sguardo. La sua mano trema mentre la allunga verso di me.
«Veronica… sei… bagnata…» mormora con voce rotta.
Due dita entrano piano nella mia fica. Sono fredde, esitanti. Le muove delicatamente, come se avesse paura di farmi male. Io chiudo gli occhi e cerco di abbandonarmi: sento il suo tocco, il leggero risucchio umido, ma è tutto troppo gentile, troppo poco. Il mio corpo vuole di più. Voglio essere riempita, sbattuta, posseduta.
Allungo la mano nei suoi pantaloni. Il suo cazzo è piccolo, morbido, quasi ritratto. Lo massaggio con le dita, lo stringo, lo accarezzo cercando di svegliarlo. Silvio ansima, ma dopo pochi secondi sento un fiotto tiepido, liquido, sporcarmi la mano. È venuto. Senza quasi niente. Un odore leggero di sborra giovane, quasi dolce, mi arriva alle narici. Ritraggo la mano e la guardo: fili trasparenti di sperma mi colano tra le dita. Delusione. Una delusione profonda, calda, che mi stringe lo stomaco.
«Scusa… è che sei troppo bella…» balbetta lui, mortificato.
Io sorrido forzata, mi pulisco con un fazzoletto e lo bacio sulla guancia. Dentro di me però c’è solo vuoto. Il mio corpo brucia, la fica pulsa di desiderio insoddisfatto. Silvio non è capace di darmi quello che serve. Non come papà.
Nel pomeriggio mamma è uscita per andare dal parrucchiere. Ho deciso di seguirla. Ho parcheggiato poco distante e ho aspettato. Attraverso la vetrina illuminata vedo tutto: il parrucchiere indiano, un uomo sulla quarantina con la pelle scura e mani grandi, le sta sistemando i capelli. Mamma ride, inclina la testa, e poi… la sua mano scende. Lo tocca. Prima sopra i pantaloni, poi infila le dita dentro. Lo masturba lentamente mentre lui continua a pettinarla, fingendo niente. Io scatto foto su foto. Il contrasto tra i capelli biondi di mamma e la mano scura di lui mi fa ribollire il sangue.
A un certo punto l’indiano abbassa la serranda, tira le tende. Non vedo più nulla, ma immagino perfettamente cosa sta succedendo là dentro: mamma in ginocchio, il suo rossetto rosso intorno a un cazzo scuro, o forse piegata sul lavatesta mentre lui la scopa da dietro. Aspetto fuori. Quando esce, dopo quasi un’ora, ha i capelli perfetti, ma sulla camicetta bianca c’è una chiazza evidente, una macchia bianca, cremosa, ancora fresca. Sborra. Non ha neanche provato a pulirla bene.
Mi vede. Sorride con quel sorriso colpevole da innocente.
«Amore! Che ci fai qui?»
Io la guardo dall’alto in basso, con aria superiore. L’odore di sesso e di lacca mi arriva forte.
«Niente, passavo. Stasera esci?»
Lei resta un secondo basita, poi risponde veloce: «Sì, come ogni giovedì, con le amiche. Papà resta a casa, se vuoi portare Silvio…»
«Grazie mamma. Non ti posso nascondere nulla» rispondo con un sorriso falso.
La sera alle 19:00 mamma esce vestita da vera troia: tubino nero cortissimo, tacchi vertiginosi, scollatura profonda. Dà un bacio furtivo a papà sulla guancia e sparisce. Io resto sola con lui.
Salgo in camera, il cuore che batte fortissimo. Mi tolgo tutto e indosso un tubino nero elasticizzato, cortissimo, senza reggiseno e senza mutandine. Mi spruzzo lo stesso profumo di mamma, quello dolce e poudré con note di muschio bianco. Scendo in salotto. Papà è sul divano, in tuta, con un bicchiere di vino rosso in mano. Quando mi vede spalanca gli occhi.
«Esci anche tu con Silvio?» chiede sorpreso.
Io sorrido, mi siedo accanto a lui, vicinissima. Le nostre cosce si toccano.
«No papà… ti devo mostrare delle foto.»
Apro il telefono. Una dopo l’altra: mamma che bacia il nero, mamma a novanta gradi, mamma con la mano sul cazzo dell’indiano, la macchia di sborra sulla camicetta. Papà abbassa la testa. La sua voce è bassa, rotta.
«Lo so, Veronica. Tua madre è una grande troia. Mi mette le corna da anni… anche davanti a me. Si è scopata il nostro testimone di nozze durante il banchetto nuziale, mentre io brindavo con gli invitati.»
Il dolore nella sua voce mi spezza il cuore, ma sotto sento anche qualcos’altro: eccitazione. La sua mano trema sul mio ginocchio. Io apro lentamente le gambe. Il tubino sale, mostrando la mia fica nuda, rosa, già bagnata e lucida sotto la luce calda del lampadario.
«Ma come puoi sopportare tutto questo, papà?» sussurro, poggiando la mano sul suo cazzo già duro dentro la tuta.
«Per amor tuo, tesoro… per non sfasciare la famiglia.»
Le mie dita entrano nei pantaloni e tirano fuori il suo cazzo. È già durissimo, venoso, la cappella grossa e violacea che brilla di liquido preseminale. L’odore è forte: maschio maturo, sudore leggero, desiderio represso. Mi chino e lo prendo in bocca. Lo succhio con amore, lentamente, assaporando ogni vena, ogni pulsazione. La musica di sottofondo dalla TV è un pezzo di R&B lento, bassi profondi che vibrano nel mio petto mentre la mia testa va su e giù.
Poi mi tiro su, sollevo il tubino e mi siedo su di lui. La cappella preme contro la mia apertura. Scivolo giù piano. Il suo cazzo è grosso, mi apre, mi brucia in modo bellissimo. Sento ogni centimetro che entra, che mi riempie, che tocca punti che Silvio non ha mai sfiorato. Un gemito lungo mi esce dalla gola.
«Papà… è così grosso… mi stai spaccando la fica…»
Lui tiene gli occhi chiusi, respira affannato, le mani strette sui miei fianchi. Io comincio a muovermi, su e giù, veloce. La fica fa suoni bagnati, osceni, mentre la sborra di prima di Silvio si mescola ai miei succhi. Papà apre gli occhi, mi guarda. Mi bacia. Un bacio profondo, disperato, la sua lingua che cerca la mia mentre il suo cazzo affonda fino in fondo.
Mi prende in braccio, mi sdraia sul divano, mi alza le gambe sulle sue spalle e comincia a scoparmi forte. Colpi profondi, ritmati, potenti. Ogni affondo mi fa tremare i seni, mi toglie il fiato. L’odore di sesso riempie il salotto: fica giovane, cazzo maturo, sudore, profumo di mamma che ancora aleggia su di me.
«Papà… sì… così… più forte!»
Vengo. Un orgasmo violento, che mi fa tremare tutta, la fica che stringe il suo cazzo come una morsa. Ma lui non si ferma. Continua a scoparmi, sudato, gli occhi lucidi di piacere e di senso di colpa.
Cambiamo posizione. Lui si sdraia, io salgo sopra, mi sfilo il tubino e resto nuda. Il mio corpo giovane, i seni sodi, la vita stretta. Lui mi tocca i capezzoli, li stringe. Io mi tocco il clitoride mentre cavalco il suo cazzo con forza. Un altro orgasmo mi travolge, più intenso del primo. Il mio corpo trema, i capelli mi si attaccano alla schiena sudata.
«Non sei ancora venuto, papà?» ansimo.
«No piccola… non voglio metterti incinta…»
Io sorrido, mi alzo, mi metto a novanta gradi sul divano, il culo alto, la fica aperta e rossa che cola.
«Mettimelo nella fica… così mi piace da impazzire.»
Lui mi prende per i fianchi e spinge. Forte. Il suono della carne che sbatte riempie la stanza. Io lo incito, la voce rotta:
«Papà sei un porco… lo sai che stai scopando la fica di tua figlia… porco… sì, così…»
I suoi colpi diventano più veloci, più profondi. Sento le sue palle sbattere contro il mio clitoride. Poi arriva. Un fiotto caldo, abbondante, potente. Sborra densa che mi riempie l’utero, che straripa intorno al suo cazzo ancora dentro di me. Spingo il culo indietro, voglio ogni goccia. Lui geme forte, un suono animale, bellissimo.
Quando esce, resto così, con la fica aperta che stilla la sua sborra bianca lungo le cosce. Mi giro, lo guardo negli occhi.
«Mi hai riempito tutta… sei il mio porco.»
Silenzio. Il peso di quello che abbiamo fatto ci cade addosso. Ma io lo bacio sulla bocca, dolcemente.
«Papà… sono due anni che prendo la pillola. È bellissimo sentirti venire dentro di me.»
Ci abbracciamo nudi sul divano, i corpi caldi e sudati che si fondono. Il suo cazzo ancora mezzo duro contro la mia pancia. Ci addormentiamo così, per una mezz’ora, cullati dal respiro dell’altro e dalla musica bassa che continua a suonare.
Quando ci svegliamo, il telefono vibra. Ci rivestiamo in silenzio, con sorrisi complici e un po’ spaventati. Ma sappiamo entrambi che questo è solo l’inizio.
Di tante esperienze che io ed il mio papà vivranno insieme.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Veronica Segreti in Famiglia #2 :

Altri Racconti Erotici in incesto:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni